Storia di un giorno – Louise Glück

Immagine dal web

1.

Sono stata svegliata stamattina come al solito
dalle sottili lame di luce che passano attraverso le persiane
cosicché il mio primo pensiero fu che la natura della luce
era incompletezza —

Immaginavo la luce così com’era prima che le persiane la fermassero —
quanto frustrata dovesse essere, come una mente
offuscata da troppe droghe.

2.

Mi sono ritrovata subito
al mio tavolo angusto; alla mia destra,
i resti di un piccolo pasto.

Il linguaggio mi riempiva la testa, euforia selvaggia
alternata a profonda disperazione —

Ma se l’essenza del tempo è il cambiamento,
come può qualcosa diventare niente?
Questa è stata la domanda che mi sono posta.

3.

Per tutta la notte rimasi seduta al mio tavolo a meditare
finché la mia testa si fece così pesante e vuota
che sono stata costretta a sdraiarmi.
Ma non mi sono sdraiata. Invece, ho appoggiato la testa sulle braccia
che avevo incrociato davanti a me sul legno nudo.
Come una neonata in un nido, la mia testa
giaceva sulle mie braccia.

Era la stagione secca.
Ho sentito l’orologio suonare, tre, poi quattro –

A questo punto ho iniziato a camminare per la stanza
e poco dopo fuori per le strade
le cui curve e tornanti mi erano familiari
per altre notti come questa. Ho camminato torno torno
imitando istintivamente le lancette dell’orologio.
Le mie scarpe, quando guardavo in basso, erano ricoperte di polvere.

Ormai la luna e le stelle erano svanite.
Ma l’orologio brillava ancora nel campanile della chiesa —

4.

Così sono tornata a casa.
Sono rimasta a lungo
Sul pianerottolo dove finivano le scale,
rifiutandomi di aprire la porta.

Il sole stava sorgendo.
L’aria era diventata pesante,
non perché avesse maggiore sostanza
ma perché non c’era più niente da respirare.

Ho chiuso gli occhi.
Ero combattuta tra una struttura di opposizioni
e una struttura narrativa

5.

La stanza era come l’avevo lasciata.
C’era il letto nell’angolo.
C’era il tavolo sotto la finestra.

C’era la luce che sbatteva contro la finestra
finché non ho alzato le persiane
a quel punto si è redistribuita
come tremolio tra gli alberi ombrosi.

Louise Glück

(TRADUZIONE DI MARCELLO COMITINI)
ALTRE POESIE DI LOUISE GLÜCK TRADOTTE DA MARCELLO COMITINI

∗∗∗

The story of a day

1.

I was awakened this morning as usual
by the narrow bars of light coming through the blinds
so that my first thought was that the nature of light
was incompleteness—

I pictured the light as it existed before the blinds stopped it—
how thwarted it must be, like a mind
dulled by too many drugs.

2.

I soon found myself
at my narrow table; to my right,
the remains of a small meal.

Language was filling my head, wild exhilaration
alternated with profound despair—

But if the essence of time is change,
how can anything become nothing?
This was the question I asked myself.

3.

Long into the night I sat brooding at my table
until my head was so heavy and empty
I was compelled to lie down.
But I did not lie down. Instead, I rested my head on my arms
which I had crossed in front of me on the bare wood.
Like a fledgling in a nest, my head
lay on my arms.

It was the dry season.
I heard the clock tolling, three, then four—

I began at this point to pace the room
and shortly afterward the streets outside
whose turns and windings were familiar to me
from nights like this. Around and around I walked,
instinctively imitating the hands of the clock.
My shoes, when I looked down, were covered with dust.

By now the moon and stars had faded.
But the clock was still glowing in the church tower—

4.

Thus I returned home.
I stood a long time
on the stoop where the stairs ended,
refusing to unlock the door.

The sun was rising.
The air had become heavy,
not because it had greater substance
but because there was nothing left to breathe.

I closed my eyes.
I was torn between a structure of oppositions
and a narrative structure—

5.

The room was as I left it.
There was the bed in the corner.
There was the table under the window.

There was the light battering itself against the window
until I raised the blinds
at which point it was redistributed
as flickering among the shade trees.

Louise Glück

da “Faithful and Virtuous Night”, Farrar, Straus and Giroux, 2014

2 commenti su “Storia di un giorno – Louise Glück

  1. marcello comitini ha detto:

    L’ha ripubblicato su marcellocomitinie ha commentato:
    Questa è la penultima poesia della raccolta “Notte fedele e virtuosa del primo Nobel 2020 Louise Glück, nella mia traduzione. La cara amica Titti de Luca mi ha dato l’onore di pubblicarla in anticipo sul proprio blog “Poesia in rete” che vi invito a visitare perché è uno dei pochi blog che pubblica poesie di elevata qualità.

    Piace a 1 persona

  2. luisa zambrotta ha detto:

    Bella poesia e traduzione magistrale!

    Piace a 1 persona

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