Infanzia – Adam Zagajewski

Foto di Pieter Vandermeer

Give me my childhood again
JOHN BURNSIDE

Ridatemi la mia infanzia,
quella repubblica di passeri garruli,
le smisurate selve di ortiche
e il pianto notturno del timido allocco.

La nostra strada vuota di domenica,
il rosso neogotico delle chiese
che non ispirava i mistici,
le bardane sussurranti in tedesco

e la confessione dell’alcolizzato
all’altare della parete bianca,
e le pietre, e la pioggia, e le pozzanghere
in cui sfavillava l’oro.

Adesso, ormai, saprei sicuramente
come essere bambino, saprei
come guardare gli alberi coperti di brina,
come vivere immobilmente.

Adam Zagajewski

(Traduzione di Marco Bruno)

da “Asimmetria, 2014”, in “Guarire dal silenzio, Nuovi versi e poesie scelte”, “Lo Specchio” Mondadori, 2020

∗∗∗

Dzieciństwo

Give me my childhood again
JOHN BURNSIDE

Oddajcie mi moje dzieciństwo,
republikę gadatliwych wróbli,
niezmierzone puszcze pokrzyw
i nocny płacz nieśmiałego puszczyka.

Naszą ulicę pustą w niedzielę,
neogotycki czerwony kościół,
który nie sprzyjał mistykom,
łopiany szepczące po niemiecku

i spowiedź alkoholika
przed ołtarzem białej ściany,
i kamienie, i deszcz, i kałuże,
w których lśniło złoto.

Teraz już wiedziałbym na pewno
jak być dzieckiem, wiedziałbym
jak patrzeć na oszronione drzewa,
jak żyć nieruchomo.

Adam Zagajewski

da “Asymetria”, A5 K. Krynicka, 2014

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