Le mani vuote – Nikiforos Vrettakos

Foto di Rimel Neffati

 

“Io non ho da darti nulla”, hai detto. “Nulla,
sono vuote le mie mani”.
                                          Ma
il cielo sopra di me, eri tu che me lo portavi.
E la città era bella quella sera.
E tutto aveva un’aria tenera e serena. E la pioggia
come luce cristallina cadeva: fine, delicata,
come dolcezza che piove sui fiori. Una treccia di seta
stillava fin dentro il mio cuore.
Ma camminavamo lenti sulla strada, perché tu
portavi pesantezza di luce, come di granito. Perché tu
avevi le mani piene. A tal punto che
riuscivi appena a sollevare il peso. A stento
potevi muovere i passi.
                                    Perché avevi le mani
cariche di pietre tagliate dalla

latomia del sole.
                          Da domani
comincerò a costruire.

Nikiforos Vrettakos

(Traduzione di Gilda Tentorio)

Da L’abisso del mondo, 1961

dalla rivista “Poesia”, Anno XXVII, Gennaio 2014, N. 289, Crocetti Editore

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