Ode barbara X – Nasos Vaghenàs

Andrew Wyeth, Moon Madness, 1982

 

Calda luna, immensa sommossa, madre delle tenebre,
ferma in una fredda punta di novembre.
Tu che stordisci gli amanti sotto gli alberi
sotto il fitto fogliame li rapisci

con passione selvaggia.

E cosa non illumini: finestre, ferite, impiccati,
roulotte, tradimenti, camion posteggiati,
donne tristi, cieli, oleandri e tutte quelle
cose che nascono la notte e tutte quelle
che muoiono al mattino.

Solitaria, superba, immacolata, incorruttibile, dannata,
imperscrutabile, indecifrabile, infinita, armonica.
Sono esattamente ciò che sei dentro di me.
Sono il tuo amante su questo pianeta.
Ti seguo nudo.

So che non hai detto l’ultima parola.
So che non esiste nulla piú profondo di te.
Insonne provvedi alla qualità della notte.
Assorbi ogni tristezza. Purifichi
ogni peccato.

Primordiale, primigenia, prioritaria,
multiforme, molteplice, matrice, menade.
Sillaba dell’inesprimibile, capezzolo del nulla, chimera.
Sei essenzialmente il suono del tuo nome.
Sei la parte visibile dello zero.

Nasos Vaghenàs

(Traduzione di Caterina Carpinato)

(da Odi barbare, 1992)

da “Vagabondaggi di un non viaggiatore”, Crocetti Editore, 1997

∗∗∗

Βάρβαρη ὠδή Χ

Ζεστή σελήνη, ἀπέραντη ἐπανάσταση, μητέρα τοῦ σϰότους
σταματημένη σέ μιά ϰρύα ἄϰρη τοῦ Νοεμβρίου.
Ἐσύ πού ζαλίζεις τούς ἑραστές ϰάτω ἀπ’ τά δέντρα
ϰάτω ἀπό σϰοτεινά φυλλώματα τούς συνεπαίρνεις
μέ ἄγριο πάθος.

Καί τί δέν φωτίζεις; παράθυρα, πληγές, ϰρεμασμένους
τροχόσπιτα, προδοσίες, σταματημένα φορτηγά
θλιμμένες γυναῦιες, οὐρανούς, πιϰροδάφνες
ϰι ὅλα ὅσα γεννιοῦνται τή νύχτα, ϰι ὅλα ὅσα
πεθαίνουν τό πρωί.

Φιλέρημη, περήφανη, ἀλάνθαστη, ἀδιάφθορη, ϰολασμένη
ἄχραντη, ἀνεξιχνίαστη, ἄναρχη, ἁρμονιϰή.
Εἶμαι αὐτό ἀϰριβῶς πού εἶσαι μέσα μου.
Εἶμαι ὁ ἀγαπημένος σου σ’ αὐτόν τόν πλανήτη.
Σ’ ἀϰολουθῶ γυμνός.

Ξέρω πώς δέν ἔχεις πεῖ τήν τελευταία σου λέξη.
Ξέρω πώς δέν ὑπάρχει τίποτε βαθύτερο ἀπό σένα.
Ἄγρυπνη μεριμνᾶς γιά τήν ποιότητα τῆς νύχτας.
Ἀπορροφᾶς ὅλη τή θλίψη. Ἐξαγνίζεις
ὅλα τ’ ἀνομήματα.

Προαιώνια, πρόϰοσμη, προϰαταϰλυσμιαία
πολύτροπη, πλατυτέρα, πανδαμάτειρα, παντοτινή.
Συλλαβή τοῦ ἀνείπωτου, θηλή τοῦ τίποτα, χίμαιρα.
Εἶσαι ϰυρίως ὁ ἦχος ἀπό τ’ ὄνομά σου.
Εἶσαι ἡ ὁρατή πλευρά τοῦ μηδενός.

Νάσος Βαγενᾶς

da “Βάρβαρες ὠδές”, 1992

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