Gli amici – Titos Patrikios

Geoffrey Johnson

 

Non è il ricordo degli amici uccisi a
straziarmi le viscere.
È il pianto per le migliaia di sconosciuti
che lasciarono gli occhi spenti
nei becchi degli uccelli,
che stringono nelle mani gelate
una manciata di bossoli e di spini.
I passanti sconosciuti
con cui non parlammo mai
con cui solo per poco ci guardammo
quando ci fecero accendere la sigaretta
nella strada serale.
Le migliaia di amici sconosciuti
che diedero la vita
per me.

Titos Patrikios

19 gennaio 1949

(Traduzione di Nicola Crocetti)

da “Ritorno alla poesia (1941-1951)”, in “La resistenza dei fatti”, Crocetti Editore, 2007

∗∗∗

Οἱ φίλοι

Δέ ν εἶναι ἡ θύμηση τῶν σϰοτωμένων φίλων
πού  μοῦ σϰίζει τώρα τά σωθιϰά.
Εἶναι ὁ θρῆνος γιά τού ς χιλιάδες ἄγνωστους
πού  ἀφήσανε στά ράμφη τῶν πουλιῶν
τά σβησμένα μάτια τους
πού  σφίγγουνε στά παγωμένα χέρια τους
μιά φούχτα ϰάλυϰες ϰι ἀγϰάθια.
Τού ς ἄγνωστους περαστιϰού ς διαβάτες
πού  ποτέ μας δέ  μιλήσαμε
πού  μόνο ϰάποτε γιά λίγο ϰοιταχτήϰαμε
ὅταν μᾶς ἔδωσαν τή φωτιά τοῦ τσιγάρου τους
στό βραδινό δρόμο.
Τού ς χιλιάδες ἄγνωστους φίλους
πού  ἔδωσαν τή ζωή τους
γιά μένα.

Τίτος Πατρίϰιος

(19 Γενάρη 1949)

da “Ἐπιστροφή στήν ποίηση”, Αθήνα, 1951

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