In endecasillabi – Giuseppe Conte

Foto di Alexandra Kirievskaya

 

A sedici anni, lettore poiché era giusto
allora soltanto di Catullo e di Shakespeare
scrissi per una compagna di liceo
versi come «Nessuna donna mai
fu amata tanto,/ quanto tu sei…»
Dio, non sapevo niente di donne, di amore.
Quella ragazzina bruna, dalle labbra
sporgenti, gli occhi grandi come
due albicocche, ci erano usciti tutti
con lei, fuorché io, il suo cantore.
Io la guardavo, sperduto. Come avrei
voluto abbracciarla, tempestarle
il capo di quel segreto che erano i baci.
Io la guardavo a scuola, per strada,
la domenica alla messa nella Chiesa
detta dai frati. Poi tornavo a casa, aprivo
i libri, Lesbia, Rosalind, Ofelia
e lei, e i sogni su lei, in endecasillabi.

Giuseppe Conte

da “Dialogo del poeta e del messaggero”, “Il Nuovo Specchio” Mondadori, 1992

3 commenti su “In endecasillabi – Giuseppe Conte

  1. tittideluca ha detto:

    Grazie Isabella e dolce pomeriggio!

    Piace a 1 persona

  2. tittideluca ha detto:

    Ciao Viola, ho visto che fai bellissime foto, e approfitterò senz’altro della tua bravura e della tua gentilezza.

    Grazie e un abbraccio anche a te!

    Piace a 1 persona

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