Φωνὲς – Κωνσταντίνος Καβάφης

Foto di Anja Bührer

 

Ιδανιϰές φωνές ϰι άγαπημένες
εϰείνων πού πεθάναν, ή εϰείνων πού είναι
γιά μας χαμένοι σάν τούς πεθαμένους.

Κάποτε μές στα όνειρά μας ομιλούνε
ϰάποτε μές στην σϰέψι τές αϰούει τύ μυαλό.

Καί μέ τον ήχο των γιά μιά στιγμή επιστρέφουν
ήχοι άπδ την πρώτη ποίησι της ζωής μας –
σά μουσιϰή, την νύχτα, μαϰρυνή, πού σβύνει.

Κωνσταντίνος Καβάφης

[1904]

da “Από τα Ποιήματα 1897-1933”, Ίκαρος, 1984

∗∗∗

Voci

Ideali amate voci
di coloro che son morti o come i morti
sono per noi perduti.

A volte ci parlano in sogno
a volte esse vibrano dentro.

E con il suono, per un istante l’eco fa ritorno
della prima poesia di nostra vita –
come lontana nella notte una musica che dilegua.

Constantinos Kavafis

(Traduzione di Margherita Dalmàti e Nelo Risi)

da “Constantinos Kavafis, Cinquantacinque poesie”, Einaudi, Torino, 1968

∗∗∗

Voci

Voci ideali e care
di quanti morirono, o di quanti sono
per noi persi come morti.

Talvolta parlano nei nostri sogni;
talvolta le ode nel pensiero la mente.

E con il loro suono per un attimo affiorano
suoni dalla prima poesia della vita –
come musica, lontana, che si perde, nella notte.

Konstandinos P. Kavafis

(Traduzione di Paola Maria Minucci)

da “Tutte le poesie”, Donzelli Editore, 2020

∗∗∗

Voci

Voci ideali e amate
di quanti sono morti, di quanti
sono per noi perduti come i morti.

A volte ci parlano nei sogni,
a volte le ode la mente tra i pensieri.

Col loro suono riemergono un istante
suoni della poesia prima della vita –
come di notte una musica
che in lontananza muore.

Costantinos Kavafis

(Traduzione di Nicola Crocetti)

da “Poeti greci del Novecento, “I Meridiani” Mondadori, 2010

∗∗∗

Voci

Voci ideali e care
di quelli che  morirono, di quelli
che per noi sono persi come i morti.

Talvolta esse ci parlano nei sogni,
e le sente talora tra i pensieri la mente.

Col loro suono, un attimo  ritornano
suoni su dalla prima poesia della vita –
come musica, a notte, che lontanando muore.

Costantinos Kavafis

(Traduzione di Filippo Maria Pontani)

 da “Poesie”, “Lo Specchio” Mondadori, 1961

∗∗∗

Le voci

Dei morti, dei perduti
Come morti, per noi, voci ideali,
Amatissime voci…
Udibili nei sogni, talvolta;
Dalla mente pensosa,
A volte, percepite.
Nel loro suono,
Del poetico aprirsi, per un attimo,
Di questa nostra vita qualche accento
Riaffiora; e già è un lontano
nella notte, di musica, svanire.

Costantinos Kavafis

(Traduzione di Guido Ceronetti)

da “Un’ombra fuggitiva di piacere”, Adelphi Edizioni, 2004

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