«Piangere non è un sussulto di scapole» – Pierluigi Cappello

 

Piangere non è un sussulto di scapole
e adesso che ho pianto
non ho parole migliori di queste
per dire che ho pianto
le parole piú belle
le parole piú pure
non sono lo zampettío delle sillabe
sull’inverno frusciante dei fogli
stanno cosí come stanno
né fuoco né cenere
fra l’ultima parola detta
e la prima nuova da dire
è lí che abitiamo

Pierluigi Cappello

da “La misura dell’erba”, (1993-1998), in “Assetto di volo”, Crocetti Editore, 2006

Il settembre del 1903 – Costantino Kavafis

Foto di Kayla Varley

 

Almeno con inganni adesso illudermi…
Per non sentire la mia vita vuota.
Ero tanto vicino tante volte
quella paralisi, quella viltà…

Perché rimasi con le labbra chiuse,
e dentro me piangeva la mia vita vuota
e vestivano a bruno i desideri?

E tante volte ero tanto vicino
agli occhi, e alle labbra d’amore,
a quel sognato, a quell’amato corpo.
E tante volte ero tanto vicino.

Costantino Kavafis

(Traduzione di Filippo Maria Pontani)

da “Poesie Nascoste”, “Lo Specchio” Mondadori, 1974

∗∗∗

Ο Σεπτέµβρης του 1903

Τουλάχιστον µε πλάνες ας γελιούµαι τώρα·
την άδεια την ζωή µου να µη νοιώθω.

Και ήµουνα τόσες φοραίς τόσο κοντά.
Και πώς παρέλυσα, και πώς δειλίασα·
γιατί να µείνω µε κλειστά χείλη·
και µέσα µου να κλαιει η άδεια µου ζωή,
και να µαυροφορούν οι επιθυµίες µου.

Τόσες φορές τόσο κοντά να είµαι
στα µάτια, και στα χείλη τα ερωτικά,
στʹ ονειρεµένο, το αγαπηµένο σώµα.
Τόσες φορές τόσο κοντά να είµαι.

Κωνσταντίνος Καβάφης

da “Κρυμμένα Ποιήματα 1877 -1923”, Ίκαρος, 1993

Vigilia di restare – Juan Vicente Piqueras

Foto di Luigi Ghirri

 

Tutto è pronto: la valigia,
le camicie, le mappe, la fatua speranza.

Mi spolvero le palpebre.
Ho messo all’occhiello
la rosa dei venti.

Tutto è pronto: il mare, l’atlante, l’aria.

Mi manca solo il quando, il dove,
un diario di bordo, le carte
di navigazione, venti a favore,
il coraggio e qualcuno che mi ami
come non so amarmi io.

La nave che non c’è, le mani attonite,
lo sguardo intento, le imboscate,
il filo ombelicale dell’orizzonte
che sottolinea questi versi sospesi…

Tutto è pronto. Sul serio. Invano.

Juan Vicente Piqueras

(Traduzione di Martha L. Canfield, Norbert Von Prellwitz, Lorenzo Blini o Juan Vicente Piqueras)

da “Palme”, Edizioni Empirìa, 2005, con CD (Poesie scritte e lette da Juan Vicente Piqueras, musiche di Jamal Ouassini)

Le copie sono tutte firmate dall’autore e numerate dalla mano dell’amata.

∗∗∗

Víspera de quedarse             

Todo está preparado: la maleta,
las camisas, los mapas, la fatua esperanza.

Me estoy quitando el polvo de los párpados.
Me he puesto en la solapa
la rosa de los vientos.

Todo está a punto: el mar, el aire, el atlas.

Sólo me falta el cuándo,
el adónde, un cuaderno de bitácora,
cartas de marear, vientos propicios,
valor y alguien que sepa
quererme como no me quiero yo.

El barco que no existe, la mirada,
los peligros, las manos del asombro,
el hilo umbilical del horizonte
que subraya estos versos suspensivos…

Todo está preparado: en serio, en vano.

Juan Vicente Piqueras

da “Presagios”, in “Palmeras”, Diputación Provincial de Málaga, 2007

«Da dove continui a trapelare» – Daniele Piccini

Foto di Jonas Hafner

 

Da dove continui a trapelare,
dalle foglie tremanti
di un giugno oscuro,
macchie sempiterne di luce sui colli
durano un istante
e il giorno gira come un aquilone –
un lampo in volto quando l’aria è ferma
e guardi e non capisci
che comincia qualcosa
dove affonda la meraviglia buia
del respiro.

Daniele Piccini

da “Canzoniere scritto solo per amore”, Editoriale Jaca Book, 2005

Una mappa d’Europa – Derek Walcott

Dipinto di Jean-Baptiste-Siméon Chardin

 

Come l’idea di Leonardo
dove paesaggi s’aprono su gocce d’acqua
o i draghi s’accovacciano a macchie,
il mio scrostato muro nell’aria chiara
disegna di vena in vena una mappa d’Europa.

Sul davanzale dipinto
l’orlo dorato d’una lattina brilla come
lungo un lago di Canaletto la sera
o come quell’eremo di roccia
dove nella sua cella di luce Gerolamo prega
sparuto che il Suo regno giunga
alla lontana città.

La luce si fa quiete. Nel suo cerchio
tutto è. Una tazzina crepata,
un pane rotto, un’urna scalfita diventano
sé, come in Chardin,
o nel chiaro alcolico di Vermeer,
non oggetti della nostra pietà.

Non lacrimae rerum,
non arte. Nient’altro che il dono
di vedere le cose come sono, dimezzate dal buio
da cui non sanno staccarsi.

Derek Walcott

(Traduzione di Nicola Gardini)

dalla rivista “Poesia”, Anno IX, Novembre 1996, N. 100, Crocetti Editore 

∗∗∗

A Map of Europe

Like Leonardo’s idea
Where landscapes open on a waterdrop
Or dragons couch in stains,
My flaking wall, in the bright air,
Maps Europe with its veins.

On its limned window ledge
A beer can’s gilded rim gleams like
Evening along a Canaletto lake,
Or like that rocky hermitage
Where, in his cell of light, haggard Gerome
Prays that His kingdom come
To the far city.

The light creates its stillness. In its ring
Everything is. A cracked coffee cup,
A broken loaf, a dented urn become
Themselves, as in Chardin,
Or in beer-bright Vermeer,

Not objects of our pity.
In it is no lacrimae rerum,
No art. Only the gift
To see things as they are, halved by a darkness
From which they cannot shift.

Derek Walcott

da “Collected Poems 1948-1984”, London-Boston, Faber & Faber, 1992