Io sono al fondo – Innokentij Fëdorovič Annenskij

Foto di Dorota Gorecka

 

Io sono al fondo, sono un triste frantume,
sopra di me l’acqua verdeggia.
Ma non vi sono strade per uscire
dalle pesanti tenebre di vetro.

Rammento il cielo, i zigzag del volo,
il bianco marmo con la sua vasca,
rammento il fumo degli zampilli,
tempestato di azzurro fuoco…

Se debbo credere ai bisbigli di delirio
che angosciano la mia detestabile quiete,
lassú per me si strugge Andromeda
dal bianco braccio mutilato.

Innokentij Fëdorovič Annenskij

20 maggio 1906

(Traduzione di Angelo Maria Ripellino)

da “Poesia russa del Novecento”, Guanda, Parma, 1954

∗∗∗

Я на дне

Я на дне, я печальный обломок,
Надо мной зеленеет вода.
Из тяжёлых стеклянных потёмок
Нет путей никому, никуда…

Помню небо, зигзаги полёта,
Белый мрамор, под ним водоём,
Помню дым от струи водомёта
Весь изнизанный синим огнём…

Если ж верить тем шёпотам бреда,
Что томят мой постылый покой,
Там тоскует по мне Андромеда
С искалеченной белой рукой.

Иннокентий Фёдорович Анненский

Вологда, 20 мая 1906

da “И. Ф. Анненский Избранные произведения, Л.: Художественная литература, 1988”, В. Кривича, 1910

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