Se io venissi da te… – Angelo Maria Ripellino

27.

Se io venissi da te con un ispido aspetto di cardo violaceo
e, tutto timido, tremando, ti dicessi
che, sebbene irsuto, sono buono,
rideresti, chiamandomi Ser Bonifacio,
Falananna, Giulebbe, Meringa di Pasqua.
Se io venissi da te in una livida maschera,
con grandi placche di occhiacci cattivi,
a dirti che sono malvagio come lo zucchero,
ti metteresti subito a piangere,
perché da tempo lo presentivi.
Se io venissi da te a raccontarti
che senza tregua cambio il mio trucco,
perché la morte non mi riconosca,
sobbalzeresti come un pompiere che dorma dietro le quinte
al primo annunzio del fuoco.
Io sono un vetro di scarto di una spettrale Vetralla.
Innamorarsi e ammalare: ecco tutto il mio giuoco.
Qualunque cosa io ti dica con moine e con finte,
non crederla: è solo una balla.

Angelo Maria Ripellino

da “Das letze Varieté”, in “Lo splendido violino verde”, Einaudi, Torino, 1976

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.