«Sa morire cosí solo un uccello» – Jaroslav Seifert

Foto di Tina Fersino

X.

Sa morire cosí solo un uccello
e cade a piombo dentro la rugiada.
Nessuno racconta come gli accada,
e non sanno di questo né di quello.

Forse cadde ad alte nubi, un anello
di fiamma da una làvica contrada.
Sa morire cosí solo un uccello,
e cade a piombo dentro la rugiada.

Di cenere era il terreno mantello,
fra i mendicanti una carcassa brada,
ma varcò il buio ed ebbe il suggello,
la gloria e la luce che mai dirada.

Sa morire cosí solo un uccello.

Jaroslav Seifert

(Traduzione di Sergio Corduas)

da “Mozart a Praga (Tredici rondò su Praga)”, 1951, in “Jaroslav Seifert, Vestita di luce”, Einaudi, Torino, 1986

***

X.

Tak umí umřít jenom pták
a padá střemhlav v rosu trávy.
Vždyť nikdo o tom nevypráví,
nevědí ani kdy a jak.

Možná že padal do oblak
jak plamen rozžhavené lávy.
Tak umí umřít jenom pták
a padá střemhlav v rosu trávy.

A s žebráky jak lidský vrak
šat z hlíny měl jen popelavý,
když prošel tmou a vcházel pak
už přímo do světel a slávy.

Tak umí umřít jenom pták.

Jaroslav Seifert

da “Mozart v Praze: třináct rondeaux”, Československý spisovatel, 1956

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