«Potrai ben dimenticare le sere in cui gli avi» – Giorgio de Chirico

Giorgio de Chirico, Il trovatore sulla spiaggia, 1973, acquaforte

 

Potrai ben dimenticare le sere in cui gli avi
in lunga compagnia se ne andavano verso il mare
in cui dei trovieri compianti cantando sotto le tue finestre
svegliavano nel tuo cuore un amaro ricordo
Potrai ben dimenticare la promessa così ardente
che una sera triste ti fece il vicino dei nostri campi
e la giornata di festa, di violenta tenerezza,
e l’amico deluso, che erra cercandoti
Potrai ben dimenticare il languore dei bei giorni
in cui la vita indecisa va a tentoni nel tempo
in cui le ore grigie o rocce si alternano via via
in cui il corsiero ferito incespica fermandosi
Ciò che tu non dimenticherai mai anima così tenera
è la dolcezza sublime che dopo tanto piangere
danno quelle onde che vengono a distendersi sulla riva
e fuggendo dell’oceano l’inutile ampiezza.

Giorgio de Chirico

(Traduzione di Valerio Magrelli)

Dal “Quaderno francese” (1928-1929)

da “La casa del poeta”, La nave di Teseo, 2019

Nelle Poesie in francese il componimento ha un abbozzo di titolo cassato, L’horloge d’une goMetafisica 2008, pp. 455-6. La traduzione di Valerio Magrelli è in Metafisica 2010, pp. 233-4.

∗∗∗

«Tu pourrais bien oublier le soir où les ancêtres»

Tu pourrais bien oublier le soir où les ancêtres
en longues compagnies s’en allaient vers la mer
où des trouvères plaints chantant sous tes fenêtres
éveillaient dans ton cœur un souvenir amer
Tu pourrais bien oublier la promesse si ardente
qu’un soir triste te fit le voisin de nos champs
et la journée de fête, de tendresse violente,
et l’ami deçu, qui erre en te cherchant
Tu pourrais bien oublier la langueur des beaux jours
où la vie indécise tâtons dans le temps
où les heures grises ou rocs s’alternent tour à tour
où le coursier blessé chancelle en s’arrêtant
Ce que tu n’oublieras jamais âme si tendre
c’est la douceur sublime qu’après tant de pleur
donnent ces flots qui viennent sur la rive s’étendre
et fuyant de l’ocean l’inutile ampleur.

Giorgio de Chirico

da “Metafisica. Quaderni della fondazione Giorgio e Isa de Chirico”, 7-8, 2008

Un commento su “«Potrai ben dimenticare le sere in cui gli avi» – Giorgio de Chirico

  1. marcello comitini ha detto:

    Hai pubblicato qualcosa di raro e prezioso. Complimenti!

    "Mi piace"

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