Lei II – Vladimír Holan

Vladimír Holan, foto di Václav Chochola, 1970

 

La bellezza vien da Dio. Ma la bellezza seduce.
Dall’uomo nel paradiso fino al medico legale della puttana uccisa
ci incolpa dell’abbandono,
ci promette una donna come futuro,
ma un futuro così,
che credesse nell’eternità sin oltre Dio,
dopo ci tollera per mezzo della nostra paura –
e se siamo gelosi, viziosamente sorride
fin là dove la malinconia muta noi in gioia del male…

Confrontata con la miseria come certezza
è troppo fuggevole, per ferire i più…
Intravista sì, vista no!

Vladimír Holan

(Traduzione dal ceco di Vlasta Fesslová. Versi italiani di Marco Ceriani)

Dalla raccolta In progresso (Versi degli anni 1943 – 1948)

da “Vladimír Holan, Addio?”, Arcipelago Edizioni, 2014

∗∗∗

Ona II

Krása je od Boha. Ale krása svádí.
Od muže v ráji až k ohledači zavražděné nevěstky
viní nás z opuštěnosti,
zaslibuje nám ženu jako budoucnost,
ale budoucnost tak,
jako by věřila ve věčnost až za Bohem,
trpí nás potom naším strachem –
a žárlíme-li, neřestně se usmívá
až tam, kde stesk nás mění v radost ze zla…

Srovnána s bídou jako jistotou
je příliš těkavá, aby ranila většinu…
Spatřena ano, viděna ne!

Vladimír Holan

da “Na postupu: verše z let 1943-1948”, Československý spisovatel, 1964

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