Non scrivere… – Jiří Orten

 

Non scrivere, non leggere nemmeno,
c’è troppa luce qui.
Attingo lacrime d’odio,
mia triste mercede.

Sono sordo alle note del piano!
Non aspetto che sorga il mattino
dalla fragilità di Chopin.
O tu piccola anima, da che

pioggia spruzzata! È Dio
che ti spruzza di umane ferite.
Ma in un diluvio volevo correre io,
essere attinto dal cielo…

Non scrivere, non leggere nemmeno,
c’è troppa luce qui.
Sono un lamento da desiderio di foglie.
Senza la fede. Senza vesti.

Jiří Orten

6. 10. 1940.

(Traduzione di Giovanni Giudici e Vladimír Mikeš)

da “La cosa chiamata poesia”, Einaudi, Torino, 1969

∗∗∗

Už ani sár…

Už ani psát, už ani čísti,
je příliš světla tu.
Nabírám slzy nenávisti,
svou tesknou odplatu.

Jsem hluchý, hluchý pro piano!
Z křehkosti Chopina
nečekám již, že přijde ráno.
Dušičko kropená,

jaký to déšť! To Bůh tě kropí
lidskostí malých ran.
Toužil jsem běžet do potopy,
být nebem nabírán…

Už ani psát, už ani čisti,
je příliš světla tu.
Jsem jako nářek z touhy listí.
Bez víry. Bez šatů.

Jiří Orten

6. 10. 1940.

da “Deníky Jiřího Ortena”, Československý spisovatel, Praha, 1958

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.