Usi della poesia – Lawrence Ferlinghetti

 

A cosa serve oggi la poesia
A cosa serve Per cosa è buona
nei giorni e nelle notti dell’Epoca di Autoapocalisse
nella quale la poesia è stata asfaltata
per farne autostrade per eserciti di notte
come in quel paradiso di palme al nord di Nicaragua
dove le promesse fatte nelle piazze
saranno tradite nell’interno
o nei campi tanto verdi
nel Centro Armi Navali di Concord
dove treni armati travolgono i dimostranti verdi
dove la poesia è resa importante dalla sua assenza
l’assenza di uccelli in un paesaggio estivo
la mancanza d’amore in un letto a mezzanotte
o la mancanza di luce a mezzogiorno nei piani alti
Perché perfino la brutta poesia ha rilevanza
per quello che non dice
per quello che tralascia
E che cosa del sole che scorre
nelle maglie del mattino
che cosa delle notti bianche e delle bocche del desiderio
labbra che ripetono e ripetono Lulu Lulu
e tutte le cose nate con le ali che cantano
e pianti lontani lontani sulla spiaggia al tramonto
e luce sempre accesa su terra e mare
e caverne misurate dall’uomo
dove una volta scorrevano fiumi sacri
vicino a città vicine al mare
nelle quali camminiamo e passeggiamo distratti
costantemente meravigliati
dallo spettacolo pazzo dell’esistenza
e tutti questi animali parlanti su ruote
eroi ed eroine con mille occhi
con cuori curvati e sopraanime nascoste
senza più miti da chiamare propri
costantemente meravigliati come anch’io sono
da questi bipedi a facce nude in abiti
questi comici improvvisatori
pallidi idoli nelle strade di notte
ballerini in estasi nella polvere dell’Ultimo Valzer
in quest’epoca di Autoapocalisse ingorgata
dove la voce del poeta risuona ancora distante
la voce della Quarta Persona Singolare
la voce nella voce della tartaruga
la faccia dietro la faccia della razza
un libro di luce nella notte
la voce stessa della vita come Whitman la udì
una tenera risata selvaggia
(ah, ma liberarla ancora
dal word-processor della mente!)
E io sono il cronista di un giornale
di un altro pianeta
arrivato a riportare una storia terra terra
sul Cosa Quando Dove Come e Perché
di questa sorprendente vita quaggiù
e degli strani clown che la controllano 
i curiosi clown che la controllano
con le mani sui davanzali
di tremende officine indemoniate
che gettano le loro ombre oscure
sulla grande ombra della terra
alla fine di un tempo sconosciuto
nel supremo hashish dei nostri sogni

Lawrence Ferlinghetti

(Traduzione di Lucia Cucciarelli)

dalla rivista “Poesia”, Luglio/Agosto 1996, N. 97, Crocetti Editore

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