Sempre a una soglia – Anna Maria Ortese

   

   Quante volte lo vidi io questo sole
che fermo adesso sopra la collina,
va come un occhio balenando appena
prima del sonno. Ma finito odore
sale di terra intorno, di finite
foglie rossastre… Allora
ch’io lo vedevo questo sole, avevo
fili d’intorno così nuovi, foglie
verdissime lucenti. Io non capivo
bene, vedevo quella interminata
luce di fronte e mi girava in cuore
uno sgomento di dolcezza, un fiotto
di vergini parole, una posata
padronanza dei cieli. Che aspettavo?
Com’è finita? come
la dolcezza vanì della giornata
senza che le dicessi le parole
che avevo in cuore, tante? Io dunque stetti
sempre a una soglia, io sempre? Ah sì, dormivo.
   Dormivo piano e c’erano d’intorno
al mio sonno fruscii voci baleni
d’avvicinato cielo, e ad aspettare
tutto invitava mormorando. Ed io
riapersi gli occhi. Vidi qua le rosse
foglie contorte; e voci
dileguavano, il sole era disceso
nella collina, spento mi guardava.

Anna Maria Ortese

dalla rivista “Poesia”, Anno VIII, Luglio/Agosto 1995, N. 86, Crocetti Editore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...