… Desidero V., vorrei vederla… – Jiří Orten

 

… Desidero V., vorrei vederla e dolorosamente sognare il suo contatto. Questo sogno, questo sogno è per quanto si può prevedere irrealizzabile quasi come il tuo sogno piú grande che non sapevi nemmeno formulare. Considerati separato dalla felicità (che è una parola inesatta). Sono un buono a nulla. Sono un piccolo poeta. Lo sento in tutto il mio corpo. Ma un giorno, se ne avrò il tempo, scriverò la piú grande poesia del mondo, perché ce l’ho dentro.

Jiří Orten

6.7.1940.

(Traduzione di Giovanni Giudici e Vladimír Mikeš)

da “La cosa chiamata poesia”, Einaudi, Torino, 1969

∗∗∗

[…] Toužím po V., chtěl bych ji vidět a bolestně sním o jejím doteku. Tento sen, tento sen je skoro tak nesplnitelný v dohlednu, jako tvůj sen největší, jejž jsi dosud ani pojmenovati neuměl. Považuj se za rozloučena od štěstí (což je nepřesné slovo). Nic neumím. Jsem malý básník. Cítím to v celém těle. Ale jednoho dne, budu-li mít čas, napíšu největší báseň na světě, protože ji v sobě mám.

Jiří Orten

da “Deníky Jiřího Ortena”, Československý spisovatel, Praha, 1958

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