Per Lulu – Rainer Maria Rilke

Cami Stone, Portrait Lou Albert-Lasard, um 1926

 

56.

Vedi, io non sono, ma se fossi,
sarei il centro della poesia;
sarei l’Esatto cui la vita,
confusa, non sentita, contraddice.

Vedi, io non sono. Perché gli altri sono;
mentre si vanno incontro
dimenticandosi in cieca brama –
io entro tacito nel cane
vuoto e nella pienezza del fanciullo.

Quando m’affondo in loro e trasfiguro
da loro il mio lume puro traspare…
Ma all’improvviso ritornano a spegnersi:
perch’io non sono. (Cara, vorrei che fossi –)

Rainer Maria Rilke

Monaco, ottobre 1914

(Traduzione di Giacomo Cacciapaglia)

da “Poesie sparse (1907-1926)”, in “R. M. Rilke, Poesie II [1908-1926]”, Biblioteca della Pléiade, Einaudi-Gallimard, Torino, 1994

∗∗∗

Für Lulu

Sieh, ich bin nicht, aber wenn ich wäre,
wäre ich die Mitte im Gedicht;
das Genaue, dem das ungefähre
ungefühlte Leben widerspricht.

Sieh ich bin nicht. Den die Andern sind;
während sie sich zu einander kehren
blind und im vergesslichsten Begehren –,
tret ich leise in den leeren Hund und in das volle Kind.

Wenn ich mich in ihnen tief verkläre
scheint durch sie mein reiner Schein…
Aber plötzlich gehn sie wieder ein:
denn ich bin nicht. (Liebe, daß ich wäre –)

Rainer Maria Rilke

da “Verstreuten und nachgelassenen Gedichte”, in “Sämtliche Werke”, Wiesbaden, 1955-1966, II Vol.

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