Pochi dicono – Avraham Ben Yitzhak

Avraham Ben Yitzhak

 

Ogni giorno lascia in eredità al successivo un sole morente
e ogni notte ne piange un’altra.
Un’estate dopo l’altra viene raccolta insieme alle foglie cadute
e del suo dolore canta il mondo.

E domani moriremo, privati della parola,
e come nel giorno in cui uscimmo ci fermeremo dinnanzi al portale quando chiuderà.
E se il cuore gioirà: ecco, Dio ci ha avvicinati,
si ricrederà e tremerà temendo il sacrilegio.

Ogni giorno offre al successivo un sole ardente,
una notte dopo l’altra riversa stelle,
sulle labbra di pochi solitari¹ si ferma una poesia:
per sette vie ci dividiamo e per una sola facciamo ritorno.²

Avraham Ben Yitzhak

(Traduzione di Anna Linda Callow e Cosimo Nicolini Coen)

da “Avraham Ben Yitzhak, Poesie”, Portatori d’Acqua, 2018

I. Ricorre qui l’espressione del titolo bodedim: «pochi», ma anche «isolati», «solitari», come in questo caso abbiamo deciso di tradurre rispettandone tutto lo spettro semantico.
2. Scritta tra il 1912 e il 1917 fu pubblicata per la prima volta sul periodico «Ha‘Ogen» nel 1918.

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