sincope I – Roberta Dapunt

Josef Sudek, Son jardin fenetre, 1948

 

Lí in fondo ad ogni ultimo verso
improvvisa è la perdita di coscienza.
Lettore, io emetto suoni su tempi deboli,
che siano essi di giorni riposti o demenza,
cosí l’alcol, cosí l’amore e la morte.
Sono queste le mie verità,
lasciano le visioni accese persino al gelo notturno.
Che nella notte, io le rumino,
ma nel giorno, io di loro mi alimento.

Roberta Dapunt

da “Sincope”, Einaudi, Torino, 2018

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