All’autunno – John Keats

Vincent Van Gogh, The Mulberry Tree in Autumn, 1889

  I.

Tempo di nebbie e d’ubertà matura,
   Dell’almo sole amico prediletto;
Tu che, seco, la vite ti dai cura
   Di far felice d’uve, intorno al tetto,
E di pomi i muscosi alberi adorni,
   Gonfi la zucca, e alle nocciuòle un sapido
       Gheriglio infondi, e i frutti empi di nettare,
   E ancor fai gemme, ultimi fior per l’api,
Ond’esse credon che coi caldi giorni
Sopra la terra Estate ognor soggiorni,
         Per cui trabocca ogni umida celletta: —

  II.

Chi non ti ha visto tra le tue ricchezze?
   Talor chi cerca scopre te: sei colco
Su un’aia, pigro, ventilanti brezze
   Fra i tuoi crini asolando; o presso un solco
Mezzo-mietuto, mentre il tuo falcetto
   Lascia di tagliar l’erba e i fiori attorti,
        T’infondono i papaveri il sopore;
O, attraversando un rivo, il capo eretto,
Come spigolatrice, a volte porti;
O, ad un torchio di sidro, gli occhi assorti
   Tu fissi al gemitio per ore ed ore.

  III.

Dove son, dove i cantici di Maggio?
   Non pensarvi, hai tu pur tua melodia:
Quando, affocando il dì che muor, d’un raggio
   Roseo le stoppie opaca nube stria,
Un coro di zanzare si querela
   Tra i salci fluviali, in basso o in suso
        Spinte, secondo il vento cada o aneli,
E dai borri gli agnelli adulti belano,
   Cantano i grilli, ed un gorgheggio effuso
   Fa il pettirosso da un giardino chiuso,
      Rondini a stormi stridono pei cieli.

John Keats

(Traduzione di Mario Praz)

da “Poeti inglesi dell’ottocento”, Casa Editrice Marzocco, Firenze, 1925

∗∗∗

To Autumn

I.

Season of mists and mellow fruitfulness,
   Close bosom friend of the maturing sun,
Conspiring with him how to load and bless
   With fruit the vines that round the thatch-eves run:
To bend with apples the mossed cottage-trees,
   And fill all fruit with ripeness to the core;
To swell the gourd, and plump the hazel shells
     With a sweet kernel; to set budding more,
And still more, later flowers for the bees,
   Until they think warm days will never cease,
        For summer has o’er-brimmed their clammy cells.

II.

Who hath not seen thee oft amid thy store?
   Sometimes whoever seeks abroad may find
Thee sitting careless on a granary floor,
   Thy hair soft-lifted by the winnowing wind;
Or on a half-reaped furrow sound asleep,
   Drowsed with the fume of poppies, while thy hook
       Spares the next swath and all its twinèd flowers;
And sometimes like a gleaner thou dost keep
Steady thy laden head across a brook;
Or by a cyder-press, with patient look,
   Thou watchest the last oozings hours by hours.

III.

Where are the songs of spring? Aye, where are they?
   Think not of them, thou hast thy music too,
While barrèd clouds bloom the soft-dying day,
   And touch the stubble-plains with rosy hue.
Then in a wailful choir the small gnats mourn
   Among the river sallows, borne aloft
      Or sinking as the light wind lives or dies;
And full-grown lambs loud bleat from hilly bourn;
    Hedge-crickets sing; and now with treble soft
   The red-breast whistles from a garden-croft;
      And gathering swallows twitter in the skies.

John Keats

da “Odes”, Ed. A. C. Downer, Oxford, 1897

Un commento su “All’autunno – John Keats

  1. chiaraadezati ha detto:

    L’ha ribloggato su Notebook in the Net.

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