Casida del pianto – Federico García Lorca

 

II.

Ho chiuso il mio balcone
perché non voglio udire il pianto,
ma dietro i muri grigi
non si sente altro che il pianto.

Ci sono pochissimi angeli che cantino,
ci sono pochissimi cani che latrino,
mille violini sono sulla palma della mia mano.

Ma il pianto è un immenso cane,
il pianto è un immenso angelo,
il pianto è un immenso violino,
le lacrime imbavagliano il vento
e non si sente altro che il pianto.

Federico García Lorca

(Traduzione di Claudio Rendina)

da “Divano del Tamarit”, 1927/1934, in “Federico García Lorca, Tutte le poesie”, Newton, Roma, 1993

∗∗∗

II. Casida del llanto

He cerrado mi balcón
porque no quiero oír el llanto,
pero por detrás de los grises muros
no se oye otra cosa que el llanto.

Hay muy pocos ángeles que canten,
hay muy pocos perros que ladren,
mil violines caben en la palma de mi mano.

Pero el llanto es un perro inmenso,
el llanto es un ángel inmenso,
el llanto es un violín inmenso,
las lágrimas amordazan al viento,
y no se oye otra cosa que el llanto.

Federico García Lorca

da “Diván del Tamarit”, Buenos Aires, Losada, 1940

Un commento su “Casida del pianto – Federico García Lorca

  1. marilenamonti ha detto:

    Meravigliosa!
    Grazie…

    Mi piace

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