Genealogia – Czesław Miłosz

a Jan Lebenstein

Certo abbiamo molte cose in comune
tutti noi che siamo cresciuti nelle città del Barocco
senza chiedere quale re volle erigere la chiesa
che vediamo passando ogni giorno, quali principesse
abitarono il palazzo, né come si chiamassero
architetti, scultori, donde venissero e quando, e per che cosa
ebbero la celebrità. Preferivamo
giocare a palla sotto la fila dei portici eleganti,
correre a lato degli aggetti e delle scale di marmo.
Poi ci furono più cari i sedili dei parchi ombrosi
che non i groppi di angeli in gesso sulla testa.
Però qualcosa ci resta: un gusto per la linea tortuosa,
le alte spirali delle contraddizioni, fiammeggianti,
abiti femminili con drappeggi sontuosi
per aggiungere fulgore al ballo degli scheletri.

Czesław Miłosz

(Traduzione di Valeria Rosselli)

da “Le regioni ulteriori”, in “Czesław Miłosz, La fodera del mondo”, Fondazione Piazzolla, Roma, 1966

***

Rodowód

Janowi Lebensteinowi

Na pewno mamy wiele ze sobą wspólnego
My wszyscy, którzy rośliśmy w miastach Baroku
Nie pytając, jaki król ufundował kościół
Mijany co dzień, jakie księżne mieszkały w pałacu,
Ani jak nazywali się architekci, rzeźbiarze,
Woleliśmy grać w piłkę pod rzędem strojnych portyków,
Biegać obok wykuszów i schodów z marmuru.
Potem nam były milsze ławki w cienistych parkach
Niż nad głowami gęstwa gipsowych aniołów.
A jednak coś nam zostało;predylekcja do linii krętej,
Wysokie spirale przeciwieństw, płomieniopodobne,
Strojenie kobiet w suto drapowane suknie,
żeby dodawać blasku tańcowi szkieletów.

Czesław Miłosz

da “Kroniki”, Wydawnictwo Znak, Kraków, 1988

Un commento su “Genealogia – Czesław Miłosz

  1. alessiagenesis ha detto:

    Non avendo (io) mai avuto qualità e capacità artistiche, di qualsiasi natura e non potendo , pertanto, intessere lode ( per un “loden” ci vorrebbero doti persino comico-ironiche, che pressupongono di aver già fatto proprio l aspetto serio ), ho cercato di farlo nell unico modo a me accessibile, ossia nella quotidiana sopravvivenza. Così ho affinato, involontariamente, i sensi, al fine di riconoscere , anzitutto, quegli uomini di seconda scelta, quelli , a mio avviso, che si possono scorgere in questa poesia. Cantati nei loro pregi e/o difetti.E la foto va essa stessa in quella direzione; non è ,infatti,una delle foto che si possono trovare dell autore. È La Foto,va oltre lui , universale ed individuale insieme. È immagine visiva di quelle parole , senza limitarle.Il tempo è infinito, come racconta quello sguardo di lupo, il passato che origina futuro, domande rivolte a sé e agli altri, attese risposte.Occhi come un pozzo, forse riarso, ma che pur sempre brama la pioggia.Una foto in cui”lo studiato”ha un grande valore, poiché mette a fuoco, porta alla luce un uomo ,individuo ben preciso e L UOMO.
    Ma, dopo tanti anni, una domanda ora mi tormenta , perché rimette in discussione tutto di me.Esistono davvero uomini di seconda scelta o è , anche questa, una nostra egocentrica giustificazione? Qui la risposta possibile determina davvero la sospensione del tempo :pioggia ancora a cadere o siccità senza appello?

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...