Fantasma – Gyula Illyés

Roger Catherineau, La Vitre, 1954

 

Stamani, l’aria è di vetro:
stupito, cammino attraverso un muro di cristallo
e un altro muro,
perché tu veda — anche se
di sera il mio cuore si incrina —
com’è semplice
vivere un miracolo
vivere ancora.

Gyula Illyés

(Traduzione di Umberto Albini)

da “La vela inclinata”, Edizioni S. Marco dei Giustiniani, Genova, 1980

***

Kisértet

Ma délelőtt a lég üvegzerü.
Üvegfalon s új üvegfalon át
ámulva lépdelek,
hogy — este bár szivem majd szétrepedt —
ládd
mily egyszerű
élni csodát, élni tovább.

Gyula Illyés

da “Különös testamentum: Illyés Gyula száz új verse”, Szépirod, Kiadó, 1977

Un commento su “Fantasma – Gyula Illyés

  1. Laura chiarina ha detto:

    Metafora di un’assenza definitiva. Sinteticamente perfetta,lirica.

    Mi piace

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