Questa notte, in questo mondo – Alejandra Pizarnik

Lauren Semivan, Labyrinth

 

questa notte in questo mondo
le parole del sogno dell’infanzia della morte
non è mai questo che si vuol dire
la lingua materna castra
la lingua è un organo di conoscenza
del fallimento di ogni poesia
castrata dalla sua stessa lingua
che è l’organo della ri-creazione
del ri-conoscimento
ma non della resurrezione
di qualcosa in forma di negazione
del mio orizzonte di maldoror col suo cane
e niente è promessa
tra il dicibile
che equivale a mentire
(tutto ciò che si può dire è menzogna)
il resto è silenzio
solo che il silenzio non esiste

no
le parole
non fanno l’amore
fanno l’assenza
se dico acqua berrò?
se dico pane mangerò?

questa notte in questo mondo
straordinario il silenzio di questa notte
con l’anima succede che non si vede
con la mente succede che non si vede
con lo spirito succede che non si vede
da dove viene questa cospirazione d’invisibilità?
nessuna parola è visibile

ombre
spazi viscosi dove si occulta
la pietra della follia
neri corridoi
li ho percorsi tutti
oh fermati un altro po’ tra di noi!

la mia persona è ferita
la mia prima persona singolare

scrivo come chi alza un coltello nel buio
scrivo come dico
la sincerità assoluta sarebbe sempre
l’impossibile
oh fermati un altro po’ tra di noi!

lo sfacelo delle parole
che sloggiano il palazzo del linguaggio
la conoscenza tra le gambe

che cosa hai fatto del dono del sesso?
oh miei morti
li ho mangiati mi sono strozzata
non ne posso piú di non poterne piú

parole camuffate
tutto scivola
verso la nera liquefazione

e il cane di maldoror
questa notte in questo mondo
dove tutto è possibile
tranne
la poesia

parlo
sapendo che non si tratta di ciò
sempre non si tratta di ciò
oh aiutami a scrivere la poesia piú prescindibile
        quella che non serva nemmeno
        a essere inservibile
aiutami a scrivere parole
in questa notte in questo mondo

Alejandra Pizarnik

a Martha Isabel Moya

(Traduzione di Claudio Cinti)

da “Poesie non raccolte in volume (1970-1972)”, in “Alejandra Pizarnik, La figlia dell’insonnia”, Crocetti Editore, 2004

∗∗∗

En esta noche, en este mundo 
 
en esta noche en este mundo
las palabras del sueño de la infancia de la muerte
nunca es eso lo que uno quiere decir
la lengua natal castra
la lengua es un órgano de conocimiento
del fracaso de todo poema
castrado por su propia lengua
que es el órgano de la re-creación
del re-conocimiento
pero no el de la resurrección
de algo a modo de negación
de mi horizonte de maldoror con su perro
y nada es promesa
entre lo decible
que equivale a mentir
(todo lo que se puede decir es mentira)
el resto es silencio
sólo que el silencio no existe
 
no
las palabras
no hacen el amor
hacen la ausencia
si digo agua ¿beberé?
si digo pan ¿comeré?
 
en esta noche en este mundo
extraordinario silencio el de esta noche
lo que pasa con el alma es que no se ve
lo que pasa con la mente es que no se ve
lo que pasa con el espíritu es que no se ve
¿de dónde viene esta conspiración de invisibilidades?
ninguna palabra es visible
 
sombras
recintos viscosos donde se oculta
la piedra de la locura
corredores negros
los he recorrido todos
¡oh quédate un poco más entre nosotros!
 
mi persona está herida
mi primera persona del singular
 
escribo como quien con un cuchillo alzado en la oscuridad
escribo como estoy diciendo
la sinceridad absoluta continuaría siendo
lo imposible
¡oh quédate un poco más entre nosotros!
 
los deterioros de las palabras
deshabitando el palacio del lenguaje
el conocimiento entre las piernas
¿qué hiciste del don del sexo?
oh mis muertos
me los comí me atraganté
no puedo más de no poder más
 
palabras embozadas
todo se desliza
hacia la negra licuefacción
 
y el perro de maldoror
en esta noche en este mundo
donde todo es posible
salvo
el poema
 
hablo
sabiendo que no se trata de eso
siempre no se trata de eso
oh ayúdame a escribir el poema más prescindible
         el que no sirva ni para
         ser inservible
ayúdame a escribir palabras
en esta noche en este mundo

Alejandra Pizarnik

a Martha Isabel Moya

da “Poemas no recogidos en libro (1970-1972)”, in “Alejandra Pizarnik, Poesia completa”, Barcelona: Lumen, 2001 

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