Nel ricordo dell’aria – Alfonso Gatto

Foto di Carlo Solito

 

Al vento triste, gracile corallo,
piega la sera i lumi
e di deserto canto è vuoto il golfo:
a barche morte
l’ombra declina in quiete
come la luna serenata ai tetti
lentamente s’illumina, ed odore
freddo di stanza al chiaro inverno ride.

Notte di luna scende al pigro sonno
ed al ricordo imbianca
strade remote, nella calma s’apre
perduto il cielo.
Ai vetri d’aria
la riva tocca armoniose stanze
e sorge in nenie desolate al fondo
della notte marina.

Immagino odorosa morte al verde
e mormorato a sonno
il tepido oriente arena ad ore
calme nel mare.
Di rosea neve smorto
il golfo passa al fumo del vulcano
nel ricordo dell’aria e sembra suono
fioco dei vetri l’alba da lontano.

Alfonso Gatto

da “Morto ai paesi, 1933-1937”, in “Poesie, 1929-1941”, Mondadori, Milano, 1961

In  “Morto ai paesi”, Guanda, Modena, 1937, (dove la lirica è dedicata «a Carlo Bo»), il distico finale dice: «nel ricordo dell’aria: e sembra tono / fioco dei vetri l’alba chiusa al porto.».

2 commenti su “Nel ricordo dell’aria – Alfonso Gatto

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