Primo ghiaccio – Andrej Andreevič Voznesenskij

Anka Zhuravleva

Foto di Anka Zhuravleva

 

Nella cabina del telefono,
una bambina gela al freddo:
nel cappottino intirizzito
nasconde il viso che le lagrime
sbaffano tutto di rossetto.

Soffia dentro le palme magroline.
Le dita son ghiacciuoli. Ai lobi, orecchini.

Se ne dovrà tornare sola sola
per tutto il ghiaccio della stradicciola.

Il primo ghiaccio. È la prima volta.
Primo ghiaccio delle frasi telefoniche.

Brilla sulle guance una traccia gelata:
il primo ghiaccio delle offese umane.

Andrej Andreevič Voznesenskij

(Traduzione di Mario Socrate)

da “Scrivo come amo”, “Le Comete” Feltrinelli, 1962

∗∗∗

Первый лёд

Мерзнет девочка в автомате,
Прячет в зябкое пальтецо
Все в слезах и губной помаде
Перемазанное лицо.

Дышит в худенькие ладошки.
Пальцы  — льдышки. В ушах — сережки;

Ей обратно одной, одной
Вдоль по улочке ледяной.

Первый лед. Это в первый раз.
Первый лед телефонных фраз.

Мерзлый след на щеках блестит—
Первый лед от людских обид.

Андрей Андреевич Вознесенский

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