Nel sonno – Vittorio Sereni

Marina Ballo Charmet, Senza titolo (dalla serie Con la coda dell’occhio), 1993-94

I.

Tardi, anche tu li hai uditi
quei passi che salivano alla morte
indrappellati
dall’ordine sparso di un settembre
dai suoi già freddi ori, per rientrare nell’ordine
chiuso, coatto, di tante domeniche premilitari
reinventandolo di fierezza e scherno
con tutta la forza del piede, con pudore
di cresimandi della storia,
su spalti, per poligoni di tiro,
comparse alla ribalta che poi vanno nel buio
– e ancora tanta forza da bucare la raffica
spezzare muraglie sorvolare anni,
quei loro passi giunti fino a te.

II.

Per tutta la città, nelle strade
per poco ancora vuote un assiduo raschiare,
manifesti a brandelli, vanno a brani
le promesse di ieri e lungo i marciapiedi
è già il tritume delle cicale scoppiate.
Sceso all’incrocio un manovratore
lavora allo scambio con la sua spranga,
riavvia giorni e rumore.
– Ecco i soli sconfitti, i veri vinti… –
anonima ammonisce una voce.

III.

Di schianto il braccio s’è abbattuto
e passa ad altri, piú forti,
la mano del vincitore.
Dirò che era giusto
e tenterò una compostezza
appena contraddetta dagli occhi folli.
Che presto saranno spenti.
Presto sullo sparato del decoro
il bruco del disonore…

IV.

Abboccherà il demente all’esca
dei ragazzi del bar?
Certo che abboccherà
                                         e per un niente
nella sua nebbia si ritroverà
dalla parte del torto.
Lo picchieranno, dopo, piú di gusto.
C’era altro da fare delle domeniche?
I giornali attorno ai chioschi
garruli al vento primaverile:
viene un tale, canaglia in panni lindi,
su titoli e immagini avventa un suo cagnaccio.
– La sporca politica
e noi sempre pronti a rifondere il danno,
Pantalone che paga –
e getta soldi all’accorso edicolante.
Approvazioni, intorno, risa.

V.

L’Italia, una sterminata domenica.
Le motorette portano l’estate
il malumore della festa finita.
Sfrecciò vano, ora è poco, l’ultimo pallone
e si perse: ma già
sfavilla la ruota vittoriosa.
E dopo, che fare delle domeniche?
Aizzare il cane, provocare il matto…
Non lo amo il mio tempo, non lo amo.
L’Italia dormirà con me.
In un giardino d’Emilia o Lombardia
sempre c’è uno come me
in sospetti e pensieri di colpa
tra il canto di un usignolo
e una spalliera di rose…

VI.

oppure
tra cave e marcite una coppia.
Area da costruzioni – con le case
qui giungeremo tra non molto.
E intanto finché dura
abbandoniamoci a questi finti prati.
Dove sei perduto amore
canta l’uomo alla ragazza
saltata oltre il terrapieno.
«Hai sempre il sole dalla tua» galante
continua a motteggiarla, ritrovandola
di là, capelli al vento gola giovane
anche piú bionda a quel ritorno di sole.
Ma poi, divisi dalla folla
separati passando tra la folla che non sa,
cosa vive di un giorno? di noi o di noi due?
                 Il distacco, l’andarsene
sul filo di una musica che è già d’altro tempo
guardando in ogni volto
e non sei tu.
Qui dunque si chiude la giovinezza,
su uno scambio di persona?
Ma sí, quella sfilata di tetti
quei balconi e terrazze
rapido ponte tra noi ogni mattina
e a sera lenta fuga…
già domani potresti abbandonarti
a un’altra onda di traffico, tentare
un diverso versante,
mutare gente e rione
                                       e me su uno
di questi crolli del cuore, di queste repentine
radure di città lasciare
con l’amaro di una perdita
con quei passi di loro tardi uditi.
Solitudine, solo orgoglio…
                                                 Geme
da loro in noi nascosta una ferita
e le dà voce il vento dalla pianura,
l’impietra nelle lapidi.

Vittorio Sereni

da “Gli strumenti umani”, Einaudi, Torino, 1965

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.