La separazione – Nina Nikolaevna Berberova

Edvard Munch, Separation, 1896

 

Somiglia la separazione a una fiaba
spaventosa: comincia di notte,
non ha fine.
Un tempo, in una notte di luglio
pestavano gli zoccoli i cavalli,
strillavano insonni i bambini,
si affannava all’alba il gallo.
Un tempo: gli incendi a mezzocielo,
e la strada che si snoda oltre la polvere,
e tu che parti. Somiglia
la separazione a una fiaba
spaventosa: quando vanno oltremare
non ha fine.

Somiglia la separazione allo stridio
dei treni notturni a mezzanotte. Spariscono
per sempre nelle voragini delle prigioni,
nelle celle frigorifere di Buchenwald,
nel fuoco tifoideo di Ravensbruck.
Ricordo come ti staccavi
dal caro mondo,
ricordo che sorridevi,
che segnavi con la croce
me, il cielo verde
e la città e i passanti…
La separazione somiglia
al frastuono delle ruote sul cuore.

La separazione somiglia a una lunga
canzone che qualcuno canta a qualcuno:
racconta il lungo assedio della capitale,
racconta che l’accerchiarono,
che cannoneggiarono
monumenti e palazzi,
lo scheletro, la superficie gelata.
E là, sulla riva
dell’azzurro mare,
viveva un vecchio con la sua vecchia…
(mia madre mi asciugava gli occhi
col fazzoletto di pizzo).
La separazione somiglia a una lunga
canzone nella quale non si incontra nessuno.

Nina Nikolaevna Berberova

1945

(Traduzione di Maurizia Calusio)

da “Antologia Personale, Poesie 1942-1983”, Passigli Poesia, 2006

«Nel fuoco tifoideo di Ravensbrück»: presso il villaggio di Ravensbrück, 50 miglia a nord di Berlino, nel 1938 sorse un campo di concentramento femminile. Le internate nell’«enfer des femmes», come venne definito, provenivano in maggioranza dalla Francia.
«Il lungo assedio della capitale»: Leningrado fu assediata dai tedeschi per 870 giorni e liberata il 27 gennaio 1944. Qui nel 1942, vittime del gelo e della fame, come oltre cinquecentomila loro concittadini, morirono i genitori della Berberova.

***

Разлука

Разлука похожа на страшную сказку:
Она начинается ночью,
Ей нету конца.
Однажды июльскою ночыо
Стучали копытами кони,
Кричали бессонные дети,
Петух надрывался рассветом.
Однажды: в полнеба пожары,
И вьется за пылью дорога,
И ты уезжаешь. Разлука
Похожа на страшную сказку:
Когда уезжают за морс —
Ей нету конца.

Разлука похожа на скрсжег полночный
Ночных поездов. Исчезают
Навеки в тюремных провалах,
В глухих ледниках Бухенвальда,
В тифозном огне Равенсбрука.
Я помню, как ты отрывалась
От милого мира,
Я помню, как ты улыбалась,
Как ты всё крестила
Меня, и зеленое небо,
И город, и встречных…
Разлука похожа па грохот
По сердцу — колес.

Разлука похожа на длинную песню,
Что кто-то кому-то поет:
О долгой осаде столицы,
О том, как кольцом окружили,
Как били щ пушек
По памятникам и дворцам,
По остову, по ледяному.
А там,
У самого синего моря,
Жил старик со своею старухой…
(Бывало, мне ма гь вытирала
Глаза кружевами).
Разлука похожа на долг ую песню,
В которой нет встреч.

Нина Николаевна Берберова

1945

da “Stichi 1921-1983”, Russica Publisher, New York, 1984

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