Ti ho sognato così a lungo – Robert Desnos

Montserrat Gudiol, El Beso, 1974

   

   Ti ho sognato così a lungo che hai perso la tua natura reale.
   C’è ancora tempo per raggiungere questo corpo vivo e
baciare su quella bocca la nascita della voce che mi è cara?
   Ti ho sognato così a lungo che le mie braccia abituate,
nello stringere la tua ombra, a incrociarsi sul mio petto
non si piegherebbero, forse, lungo la linea del tuo corpo.
   E, di fronte alla parvenza reale di ciò che mi assilla
e governa da giorni e anni, è indubbio che diverrei
un’ombra.
   O altalene sentimentali.
   Ti ho sognato così a lungo che non è, senza dubbio, più
il momento di svegliarmi. Dormo in piedi, il corpo esposto
a tutte le apparenze della vita e dell’amore e di te, la
sola che conti davvero oggi per me, mi sarebbe più difficile
toccare la tua fronte e le tue labbra rispetto alle labbra
e alla fronte del primo venuto.
   Ti ho sognato così a lungo, ho così a lungo camminato,
parlato, dormito con il tuo fantasma che non mi resta più
che essere fantasma tra i fantasmi e cento volte più ombra
dell’ombra che passeggia e passeggerà allegramente
sul quadrante solare della tua vita.

Robert Desnos

(Traduzione di Pasquale di Palmo)

dalla rivista “Poesia”, Anno XXV, Ottobre 2012, N. 275, Crocetti Editore

∗∗∗

J’ai tant rêvé de toi 

   J’ai tant rêvé de toi que tu perds ta réalité.
   Est-il encore temps d’atteindre ce corps vivant et de
baiser sur cette bouche la naissance de la voix qui m’est chère?
   J’ai tant rêvé de toi que mes bras habitués en étreignant
ton ombre à se croiser sur ma poitrine ne se plieraient
pas au contour de ton corps, peut-être.
   Et que, devant l’apparence réelle de ce qui me hante et
me gouverne depuis des jours et des années, je deviendrais
une ombre sans doute.
   O balances sentimentales.
   J’ai tant rêvé de toi qu’il n’est plus temps sans doute
que je m’éveille. Je dors debout, le corps exposé à toutes
les apparences de la vie et de l’amour et toi, la seule qui
compte aujourd’hui pour moi, je pourrais moins toucher
ton front et tes lèvres que les premières lèvres et le premier
front venu.
   J’ai tant rêvé de toi, tant marché, parlé, couché avec ton
fantôme qu’il ne me reste plus peut-être, et pourtant, qu’à
être fantôme parmi les fantômes et plus ombre cent fois
que l’ombre qui se promène et se promènera allégrement
sur le cadran solaire de ta vie.

Robert Desnos

da “Corps et biens”, NRF-Gallimard, 1930

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.