«A che pensi?» – Alessandro Parronchi

Foto di Paul Apal’kin

 

— A che pensi? — La tua voce mi coglie
mentre guardo il paesaggio rispecchiato
sul buio della stanza. Per un poco
l’eco delle parole si sospende
al silenzio che le fa più gravi, poi:
— A che pensi? — E il tuo viso si fa triste
per sapere, indagare…
                                           Penso ai giorni
d’aprile che non io ma un altro certo
ha vissuto come in sogno, ora richiusi
sigillati dietro un vetro trasparente
in un verde irraggiungibile deserto.
Penso a tutto ciò che sfugge dal presente.
Penso a quando sulla terra sarà come
noi non fossimo mai stati, a quel vibrare
delle tremule nell’aria, a quegli odori…

Alessandro Parronchi

da “Coraggio di vivere”, Garzanti, 1961

Un commento su “«A che pensi?» – Alessandro Parronchi

  1. Porpora Blu ha detto:

    Giorni speciali custoditi in una teca personale, capaci di far apparire verde anche un deserto. Così speciali che li attribuirei sicuramente a chi scrive e non ad altri.
    Mentre la gomma implacabile del tempo cancella tutto scolorando ogni passaggio e contributo, secondo me chi ha potuto assaporare “un pezzo di cielo” ha comunque potuto raggiungere un senso di pienezza indiviabile.

    Piace a 1 persona

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