«In fondo a questo verso…» – Derek Walcott

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In fondo a questo verso si sta aprendo una porta
che dà su un terrazzo azzurro dove si poserà un gabbiano
con dita uncinate, poi, come un’immagine che si stacca
da un’idea, sbatterà le ali in lente scansioni sulla placca
battuta del mare meridiano, un foglio che la mia mano
destra manovra — una vela diretta in Martinica o in Sicilia.
Nella distanza maculata di lillà, i medesimi promontori arrugginiscono
in macchie di casolari soffiati dalla spuma dei frangenti,
e l’eco di un gabbiano dove l’ombra di un gabbiano sfrecciava
tra mari assolati. Nessun grido è abbastanza esultante
per la mia gratitudine, per il cuore che spalanca i suoi cardini
e mi inclina le costole con la luce. Alla fine, più lenta
di un gabbiano sull’acqua, un’ombra si allunga, a poco
a poco, fino a coprire il prato. Vi è il medesimo ardore elevato
di tramonti retorici in Sicilia come in Martinica,
e il medesimo orizzonte ne sottolinea l’assenza luminosa,
là risplende chi a lungo abbiamo amato e, forse, non parla
per la gioia indicibile, perché la parola è dei mortali,
perché alla fine di ogni frase c’è una tomba,
o la porta azzurra del cielo o, un tempo, gli spalancati portali
del nostro asservito sublime. La sola luce che abbiamo risplende
su una guglia o una conchiglia mentre scende
a voltare questa pagina con un’onda che sbianca.

Derek Walcott

(Traduzione di Matteo Campagnoli)

da “Prima luce”, in “Derek Walcott, Isole”, Poesie scelte (1948-2004), Adelphi, 2009

∗∗∗

34

At the end of this line there is an opening door
that gives on a blue balcony where a gull will settle
with hooked fingers, then, like an image leaving an idea,
beat in slow scansion across the hammered metal
of the afternoon sea, a sheet that my right hand steers
a small sail making for Martinique or Sicily.
In the lilac-flecked distance, the same headlands rust
with flecks of houses blown from the spume of the trough,
and the echo of a gull where a gull’s shadow raced
between sunlit seas. No cry is exultant enough
for my thanks, for my heart that flings open its hinges
and slants my ribs with light. At the end, a shadow
slower than a gull’s over water lengthens, by inches,
and covers the lawn. There is the same high ardor
of rhetorical sunsets in Sicily as over Martinique,
and the same horizon underlines their bright absence,
the long-loved shining there who, perhaps, do not speak
from unutterable delight, since speech is for mortals,
since at the end of each sentence there is a grave
or the sky’s blue door or, once, the widening portals
of our disenfranchised sublime. The one light we have
still shines on a spire or a conch-shell as it falls
and folds this page over with a whitening wave.

Derek Walcott

da “The Bounty: Poems”, Farrar, Straus and Giroux, 1998

Un commento su “«In fondo a questo verso…» – Derek Walcott

  1. […] via «In fondo a questo verso…» – Derek Walcott — Poesia in Rete […]

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