Pressappoco – Ghiannis Ritsos

Boris Smelov, Still Life with Nails, 1986

 

Prende in mano oggetti scompagnati – una pietra,
una tegola rotta, due fiammiferi bruciati,
il chiodo arrugginito del muro di fronte,
la foglia entrata dalla finestra, le gocce
che cadono dai vasi annaffiati, quel filo di paglia
che ieri il vento portò sui tuoi capelli, – li prende
e là nel suo cortile costruisce pressappoco un albero.
In questo “pressappoco” sta la poesia. La vedi?

Ghiannis Ritsos

(Traduzione di Nicola Crocetti)

Da Testimonianze, seconda serie, 1964-1965

dalla rivista “Poesia”, Anno XXII, Giugno 2009, N. 239, Crocetti Editore

Turbamento – Anna Andreevna Achmatova

Paul Luknitsky, Anna Achmatova, c. 1925

1.

La luce incandescente soffocava,
e i suoi sguardi parevano raggi.
Ebbi solo un sussulto:
quest’uomo può domarmi.
Si inchinò… dirà qualcosa…
Il sangue defluí dal viso.
Come pietra tombale,
si pose l’amore sulla mia vita.

2.

Non ami, non vuoi guardare?
Ah, come sei bello, maledetto!
Fin dall’infanzia ho avuto ali,
ma ora non posso spiccare il volo.
Una nebbia mi vela la vista,
vi si confondono cose e volti,
ed è soltanto un tulipano rosso,
il tulipano che porti all’occhiello.

3.

Come vuole semplice cortesia,
mi si fece vicino, mi sorrise,
tra carezzevole e indolente,
mi sfiorò con un bacio la mano,
e mi guardarono le pupille
di misteriose, antiche effigi…
Dieci anni di palpiti e grida,
tutte le mie notti insonni
le riposi in una parola sommessa,
pronunciata invano.
Te ne andasti, e di nuovo
l’anima è vuota e chiara.

Anna Andreevna Achmatova

1913

(Traduzione di Michele Colucci)

da “La corsa del tempo”, Einaudi, Torino, 1992

∗∗∗

СМЯТЕНИЕ

1

Было душно от жгучего света,
А взгляды его—как лучи.
Я только вздрогнула: этот
Может меня приручить.
Наклонился—он что-то скажет…
От лица отхлынула кровь.
Пусть камнем надгробным ляжет
На жизни моей любовь.

2

Не любишь, не хочешь смотреть?
О, как ты красив, проклятый!
И я не могу взлететь,
А с детства была крылатой.
Мне очи застит туман,
Сливаются вещи и лица,
И только красный тюльпан,
Тюльпан у тебя в петлице.

3

Как велит простая учтивость,
Подошел ко мне, улыбнулся,
Полуласково, полулениво
Поцелуем руки коснулся—
И загадочных, древних ликов
На меня поглядели очи…
Десять лет замираний и криков,
Все мои бессонные ночи
Я вложила в тихое слово
И сказала его напрасно.
Отошел ты, и стало снова
На душе и пусто и ясно.

Анна Андреевна Ахматова

1913

da “Бег времени: стихотворения 1909-1965”, Сов. писатель, Ленинградское отд-ние, 1965

«Continuiamo a fare l’amore?» – Antonio Porta

Foto di Anka Zhuravleva

 

Continuiamo a fare l’amore?,
hai detto non ancora sveglia una mattina,
per tutta la notte ci eravamo solo sfiorati
con la punta delle dita, con i piedi
e ora per arrivare alla pienezza
sono bastate le tue parole
e un lieve bacio di addio sulle labbra
per sentire che i corpi si erano uniti nel sonno
più che nella veglia.

Antonio Porta

Nuovo diario, 4.9.1986

da “Yellow”, “Lo Specchio” Mondadori, 2002

Ars poetica – Blaga Dimitrova

Foto di Gabrielle Duplantier

 

Ogni tua poesia
crea come fosse l’ultima.
In questo secolo in volo
supersonico e saturo di stronzio,
carico di terrorismo,
sempre più improvvisa arriva la morte.
Ogni tua parola invia
come l’ultima prima della fucilazione,
un grido impresso nel muro della prigione.
Non hai diritto ad una menzogna,
neanche fosse un piccolo bel gioco.
Semplicemente non avrai il tempo
di correggere da solo il tuo errore.
Laconicamente e senza pietà
ogni tua poesia scrivi col sangue
come fosse un addio.

Blaga Dimitrova

1966

(Traduzione di Valeria Salvini)

da “Segnali (Poesie scelte 1937-1999)”, Fondazione Piazzolla, Roma, 2000 

∗∗∗

Ars poetica

всяко свое стихотворение
ти създавай като последно.
В този век. наситен със стронций,
зареден с тероризъм,
литнал с ултразвукова скорост,
все по внезапно идва смъртта.
Всяка своя дума изпращай
както сетно писмо пред разстрел,
врязан зов в зида на затвор.
Нямаш право ти на лъжа,
даже на малка игра красива.
Няма просто време да имаш
свойта грешка сам да изправиш.
Лаконично и безпощадно
всяко свое стихотворение
с кръв написвай като прощално.

Блага Николова Димитрова

da “Обратно време: стихове”, Български писател, 1966

Piove – Pierluigi Cappello

 

Piove, e se piovesse per sempre
sarebbe questa tua carezza lunga
che si ferma sul petto, le tempie;
eccoci, luccicante sorella,
nel cerchio del tempo buono, nell’ora indovinata
stiamo noi, due sguardi versati in un corpo,
uno stare senza dimora
che ci fa intangibili, sottili come un sentiero di matita
da me a te né dopo né dove, amore, nello scorrere
quando mi dici guardami bene, guarda:
l’albero è capovolto, la radice è nell’aria.

Pierluigi Cappello

da “Mandate a dire all’imperatore”, Crocetti Editore, 2010