Che tu sia benedetta, o creatura… – Diego Valeri

Foto di Sayaka Maruyama

 

Che tu sia benedetta, o creatura
piccola nostra, caro immenso amore,
dolce primaveretta
che fiorisci la nostra oscura via
della tua gioia tutta bianca e rosa.
Ecco: io ti stringo al petto, ti raccolgo,
così piccola e fragile e leggera,
tutta nelle mie mani;
e il tepor sento del tuo viso molle
contro il mio viso, e l’aerea carezza
dei tuoi capelli a fior delle mie labbra.
E ti guardo e t’ascolto respirare…
E mi pare, non so, mi pare d’averti
non qui, presso di me, ma in me, ben dentro
alla mia carne, in mezzo del mio cuore,
profondamente, dolorosamente,
soavemente mia. E ti chiudo così nella mia vita,
come chiude la rosa del mattino
nel caldo grembo della sua corolla
la stilla di rugiada tremula e luminosa
che una stella in su l’alba le donò.

Diego Valeri

da “Umana”, San Marco dei Giustiniani, Genova, 2008

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