A mezzo la vita – Friedrich Hölderlin

Caspar David Friedrich, Schwaene im Schilf, circa 1820

3.

     Ricche di frutti gialli,
fiorite di rose selvagge,
si specchiano le rive
nel lago.
E voi, cigni soavi,
il capo tuffate per entro
la casta santità dell’acqua,
ebri di baci.

     Ma come, ahimè, discendano
le nebbie d’inverno,
ove sarà ch’ io trovi,
coi fiori e la luce del sole,
un’ombra almeno della dolce terra?
I muri stanno
àfoni e freddi:
scosse, sui tetti, gemono
le banderuole
nel vento.

Friedrich Hölderlin

(Traduzione di Vincenzo Errante)

da “Liriche del tragico presagio”, in “Vincenzo Errante, La lirica di Hoelderlin”, Vol. I, Riduzione in versi italiani, Sansoni, 1943

∗∗∗

Hälfte des Lebens

     Mit gelben Birnen hänget
Und voll mit wilden Rosen
Das Land in den See,
Ihr holden Schwäne,
Und trunken von Küssen
Tunkt ihr das Haupt
Ins heilignüchterne Wasser.

     Weh mir, wo nehm’ ich, wenn
Es Winter ist, die Blumen, und wo
Den Sonnenschein,
Und Schatten der Erde?
Die Mauern stehn
Sprachlos und kalt, im Winde
Klirren die Fahnen.

Friedrich Hölderlin

da “Nachtgesänge”, in “Taschenbuch für das Jahr”, 1805

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